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Nettare dell'estate

GIORGIO GOBBO

Dal 25 Gennaio nei digital store

01  Monte Fior

(strumentale)

02 Come Vino Come Vento

Ti bevo come vino
mi sembra naturale
che tu possa bere
come vino me.

Ti annuso come vento
mi parla del selvatico
di quanto c’è di antico
in me e in te.

Ti scrivo su di un foglio
e immagino un prato in fiore,
profuma di matita
e i petali sono parole.

Mi piace farmi albero
mi sembra inevitabile
che poserai il tuo nido su di me.

Mi tuffo nel tuo lago
o per meglio dire navigo:
scafo ed onda siamo io e te.

Vorrei che questo verso
non cantasse le tue lodi
ma si facesse polpa rossa,
bacca in mezzo ai rovi.

03 Giorni Dorati

E questa la canterò al cuculo al far del dì,
col fumo del mio fiato il sole farà diamanti.
Intanto gusto l’attesa di ritornare con lei
al passo che aspro conduce al ripiano del Mondeval
in un giorno dorato.

La primavera è distesa, tra le ultime nevi riposa,
respirano i pini e si sente fin giù in paese
che perfino le travi di casa ti sembran vive.
Sveglio già prima dell’alba per prepararle il caffè
penserò alla ghiandaia nel nido ad attendere
un altro giorno dorato.

E nel glorioso mezzogiorno il Tutto
avrà il peso del volo di un insetto.

Stesi tra i fili dell’erba
attraverso le palpebre chiuse
vedremo le scie luminose
di una pioggia di dodecaedri
prima di scivolare in un sonno dorato.

04 Casa in via Utopia

E questa la canterò al cuculo al far del dì,
col fumo del mio fiato il sole farà diamanti.
Intanto gusto l’attesa di ritornare con lei
al passo che aspro conduce al ripiano del Mondeval
in un giorno dorato.

La primavera è distesa, tra le ultime nevi riposa,
respirano i pini e si sente fin giù in paese
che perfino le travi di casa ti sembran vive.
Sveglio già prima dell’alba per prepararle il caffè
penserò alla ghiandaia nel nido ad attendere
un altro giorno dorato.

E nel glorioso mezzogiorno il Tutto
avrà il peso del volo di un insetto.

Stesi tra i fili dell’erba
attraverso le palpebre chiuse
vedremo le scie luminose
di una pioggia di dodecaedri
prima di scivolare in un sonno dorato.

05 Capra zoppa

Capra zoppa sola te ne stai
arrancando sugli zoccoli,
solitaria capra all’erta contro il sole alto
sul filo del tuo sguardo inciampo.

Capra zoppa mi somigli un po’,
traccia incerta è anche la mia via,
chiama pioggia di stravento
e avverto in te un lamento
così vicino al mio silenzio.

Nuvola leggera dove andrai
ora che di fretta voli via?
Nube color perla
dalla forma di una capra
la tua zampa è già guarita.

06 Animacane

Capra zoppa sola te ne stai
arrancando sugli zoccoli,
solitaria capra all’erta contro il sole alto
sul filo del tuo sguardo inciampo.

Capra zoppa mi somigli un po’,
traccia incerta è anche la mia via,
chiama pioggia di stravento
e avverto in te un lamento
così vicino al mio silenzio.

Nuvola leggera dove andrai
ora che di fretta voli via?
Nube color perla
dalla forma di una capra
la tua zampa è già guarita.

07 Sogno che tu venga a farmi visita il mattino

Sogno che tu venga a farmi visita il mattino
mentre sono in dormiveglia e il tempo fa un sospiro.
Quando nella luminosa bruma verde giada
l’alba infila con pazienza perle di rugiada.

Nell’ora in cui – non visti – spiriti viandanti
indugiano un istante ancora
per ascoltare il canto dell’allodola.

Se tu accarezzassi la mia mente finché dormo
quando non è già più notte e non è ancora giorno
io vorrei sognarti in controluce nel mattino
mentre ai tuoi piedi anche il dolore fa un inchino.

E ti farei entrare, spirito viandante
“Resti un istante ancora
o fuggi il volto chiaro dell’aurora?”

08 A Rovolon

Comprerei una moto rossa per portarti
dove il sole non ha fretta e ci aspetta,
però soldi non ne ho e se ti basterà
prenderemo la corriera che va in collina.

A Rovolon, a Rovolon io ti porterei
A Rovolon, a Rovolon distesi sopra un plaid
A Rovolon, a Rovolon lontano dal wi-fi
A Rovolon, a Rovolon per scordare i guai

Compileremo un lungo elenco di parole
per descrivere le nuvole,
conteremo i fili d’erba
oppure anche no,
meglio stringersi la mano
con gli occhi chiusi.

A Rovolon, a Rovolon con te io volerei
A Rovolon, a Rovolon e un po’ di fantasia
A Rovolon, a Rovolon così soltanto noi
A Rovolon, a Rovolon in groppa agli alisei

A Rovolon, a Rovolon!
A Rovolon, a Rovolon!
A Rovolon, a Rovolon!
A Rovolon, a Rovolon con te io volerei
A Rovolon, a Rovolon distesi sopra un plaid
A Rovolon, a Rovolon!
A Rovolon, a Rovolon io ti porterei
A Rovolon, a Rovolon per scordare…

09 Al sorgere della luna regina

Eccola che viene!
Traboccante luce!
Morbido chiarore,
colma e femminile,
sorge la regina!

Argento da alchimisti!
Rischiara la foresta!
Fonte della brama
che causa ogni mia azione
e mi affratella al cane.
Ora che a me vieni
a te voglio venire
luna regina!

10 Miele biondo del frumento

Fra le tante cose buone che si ammirano nel mondo
a me ricordi il miele biondo del frumento,
o il buffo fiore di castagno che colora i colli a giugno
fiore-ninfa, arco e freccia: ti somiglia.

Luce d’ambra, goccia di liquore che consola,
morbida carezza e grappa secca nella gola.

Porti in dote il canto antico della fine dell’inverno
quando resti con il naso in sù al tramonto.
Giovane fanciulla un po’ selvatica e un po’ urbana,
luna nuova, mani in tasca e gomma americana.

Qualcosa di dolce eppure forte
è la mia bimba che si fa donna.

Hai dell’acqua la risata, hai l’argento del ruscello
che scorrendo tesse lodi a ciò che muta.
Giovane fanciulla un po’ selvatica e un po’ urbana
luna nuova, mani in tasca e gomma americana.
Corri sempre come il vento scalzo dell’estate
fai cantare il bosco e dopo annunci un temporale.

E quando l’aria è stanca e lontano è il temporale
con tutto il bosco taccio per lasciarti riposare.

11 Irragionevolmente

Luna del raccolto e dei fornai
tonda come giugno come i nei
sulla pancia della mia ragazza tanto accorta,
luna che mi guardi assorta.

Astro che governi le maree
i gelsomini, i cani e certe idee…
E se magari lei portasse
un figlio mio nel ventre?
Dovrei preoccuparmi,
anzichenò.

Mi sembra giusto e responsabile,
dovrei preoccuparmi, certo si,
ma per quanto io ci provi
vince senza senno
la gioia per questo bambino.

Si, al momento vince
una irragionevole
gioia per il bimbo.

12 Le cime dei larici

Le cime dei larici
ondeggiano con gli occhi chiusi
e giocano col vento senza sorridere.
Il buio con la bocca aperta
avanza già dalla pianura,
la sera arruginisce le cime dei larici.

Le cime dei larici
aspettano senza parole,
e ascoltano il soliloquio
di passi lenti ed ostinati,
assistono alla nostra audacia,
combattono la stessa guerra,
attirano le folgori
le cime dei larici.

Siamo viandanti atipici
coi sassi negli zaini,
la roccia che sostiene i nostri passi
è sospesa tra le nuvole.
Domani soffierà l’estate
nel vento che trapianta il sole
e questa notte la nostra canzone
sarà una coperta di stelle
per coloro che amiamo.

13 Arriverá l’inverno

Arriverà l’inverno
sui miei campi abbandonati
dove poserò il capo
per aspettarti.

Arriverà l’inverno
– lunghe e pesanti nevicate –
ma nessuno mi vedrà,
nessuno saprà.

Arriverà l’inverno
sopra il mio corpo steso
sopra la pietra del cuore
si prenderà il mio nome
ogni pensiero, ogni dolore.

Arriverà l’inverno
sulle mie labbra irrigidite
con il bacio del silenzio
e le sue notti infinite.

Poi finirà l’inverno
e guarderò sul prato
quel gigante addormentato.
E me ne andrò leggero
cantando ancora,
cantando ancora
innamorato.